Tempo
La falsa semina costa due o tre settimane.
Un diserbante costa un passaggio. Noi aspettiamo che nascano le infestanti per poterle togliere prima di seminare: è tempo di campo fermo.
Senza diserbanti, senza insetticidi e senza concimi chimici di sintesi. Qui la frase su cui si regge il resto del sito diventa verificabile, pezzo per pezzo.
Cinque cose che in campo non entrano Otto pratiche al loro posto Registro dei trattamenti, su richiesta
Il punto di partenza
Togliere il diserbante e l’insetticida non è un gesto: è sostituire due prodotti con otto pratiche, tutte più lente.
Otto pratiche al posto di due prodotti. Ognuna è spiegata qui sotto, con i suoi numeri e i suoi limiti.
«Senza chimica di sintesi» non vuol dire «senza fare niente». Vuol dire che tutto quello che facciamo per difendere le colture è meccanico, agronomico o basato su organismi viventi, e che finisce scritto sul registro dei trattamenti.
Le tecniche
Nell’ordine in cui si incontrano in campo, dalla preparazione del terreno alla cassetta. Ognuna con i suoi numeri e i suoi limiti.
Prepariamo il letto di semina due o tre settimane prima del previsto, lo irrighiamo e lasciamo che le infestanti germinino. Quando le plantule sono appena nate le distruggiamo con una sarchiatura superficialissima, e solo a quel punto seminiamo la coltura.
Il dettaglio che fa la differenza è proprio la profondità: se si smuove in profondità si riportano in superficie altri semi dalla banca del terreno e si è lavorato per niente.
Su colture a emergenza lenta come la cipolla la falsa semina è praticamente l’unica alternativa al diserbo chimico.

Il telo pacciamante e la paglia fanno quattro cose insieme.
La raccolta si anticipa di dieci o quindici giorni su zucchine e pomodori.
Il risparmio d’acqua è nell’ordine del 20-40%.
Cioè gli schizzi di terra sulle foglie basse, che portano dal suolo alla pianta spore e batteri.
È anche il motivo per cui l’insalata arriva al banco senza terra addosso.
Sulla stessa parcella la stessa famiglia botanica non torna prima di tre o quattro anni. Serve a due cose diverse.
Sono specifici per famiglia botanica: cambiare famiglia li lascia senza ospite.
Si alternano colture con epoche di lavorazione diverse.
Lo schema alterna colture esigenti (solanacee e cucurbitacee), colture da foglia, leguminose che fissano azoto e colture da radice.

Il sovescio è una coltura seminata per non essere raccolta: si trincia e si interra.
Fissano l’azoto dell’aria e prendono il posto della concimazione azotata di sintesi.
Danno biomassa e struttura al suolo.
Interrate, liberano isotiocianati che agiscono contro i patogeni e i nematodi del terreno.
Il sovescio invernale copre il suolo da novembre a marzo: evita l’erosione e trattiene i nitrati, che altrimenti scendono verso la falda. In pianura padana non è un dettaglio.
Mettiamo insieme specie di famiglie diverse.
Gli odori si mascherano a vicenda e confondono la mosca della carota e quella della cipolla.
Rilascia composti attivi contro i nematodi galligeni.
Occupa lo spazio prima che le infestanti se lo prendano.
Ai bordi degli appezzamenti seminiamo strisce di fiori — facelia, grano saraceno, coriandolo — che ospitano coccinelle, sirfidi, crisope e piccoli imenotteri. Sono loro a tenere sotto controllo gli afidi.

Quando i bruchi arrivano, interveniamo con il Bacillus thuringiensis: un batterio del suolo che produce proteine cristalline che bloccano l’apparato digerente della larva.
Funziona però soltanto sulle larve ai primi stadi. Questo vuol dire che non si tratta a calendario: si controlla, si aspetta il momento giusto e si interviene una volta sola.
Le trappole a feromoni che teniamo in campo servono a decidere quando, non a controllare la popolazione: sono uno strumento di monitoraggio, e dirlo correttamente ci sembra il minimo.
La fertilità la costruiamo con sostanza organica e letame maturo, dosati sull’analisi del terreno. Nessuna unità di azoto minerale di sintesi.
C’è un effetto collaterale poco raccontato: le concimazioni azotate abbondanti rendono i tessuti più teneri e più ricchi di azoto solubile, quindi più appetibili agli afidi, e abbassano il contenuto di vitamina C.
Concimare meno, e con letame e compost invece che con azoto di sintesi, è insieme una scelta di difesa e una scelta di qualità.

Raccogliamo a mano, tutto. Ogni coltura ha il suo momento e il suo gesto.
Uno zucchino lasciato lì quarantotto ore in più passa da 18 a 30 centimetri e cambia categoria.
Strappate si ossidano in poche ore nel punto di distacco.
I femminili restano sulla pianta e diventano zucchine.
Il calore fa volatilizzare gli oli essenziali.

Vieni a vedere come lavoriamo Guarda cosa c’è in campo adesso
I conti
Non lo scriviamo per farci compatire: lo scriviamo perché è la risposta alla domanda che ci fanno davvero, cioè perché una zucchina gialla non possa valere come una verde scuro.
Tempo
Un diserbante costa un passaggio. Noi aspettiamo che nascano le infestanti per poterle togliere prima di seminare: è tempo di campo fermo.
Lavoro a mano
Un trattamento erbicida si fa una volta. La sarchiatura e la scerbatura a mano si rifanno finché la coltura non chiude le file.
Resa
Sulla stessa parcella non possiamo fare pomodoro ogni anno, per quanto il pomodoro sia il prodotto più richiesto. Una parte della superficie, ogni anno, fa colture che rendono meno o non si raccolgono affatto, come il sovescio.
Tempo
Funziona solo sulle larve ai primi stadi: significa giri di controllo in campo, non un calendario di trattamenti.
Lavoro a mano
Zucchine e cetrioli ogni uno o due giorni, insalata a lotti ogni dieci o quindici giorni. Non c’è una raccolta unica da programmare.
Scarto
La zucchina chiara e quella gialla hanno la buccia sottilissima: si segnano in cassetta al minimo urto. Per questo esistono soprattutto nella vendita diretta e quasi mai in una filiera lunga.
Resa
Meno azoto vuol dire piante meno spinte e rese inferiori. In cambio si hanno tessuti meno appetibili agli afidi e un contenuto di vitamina C più alto. È uno scambio che accettiamo, ma è uno scambio.
Quello che va storto
Chi lavora senza fungicidi e senza insetticidi di sintesi non ha una rete di sicurezza. Ci sono anni in cui questo si paga, e preferiamo dirlo qui piuttosto che lasciartelo scoprire davanti al banco vuoto.
L’umidità alta è la condizione perfetta per la peronospora sul pomodoro. Le distanze larghe fra le piante limitano il danno, non lo azzerano. In un’annata così una parte del pomodoro si perde.
È il motivo per cui non anticipiamo i trapianti. Chi anticipa qualche volta guadagna dieci giorni; qualche volta perde tutto il trapianto. Anche restando prudenti, il 15 o il 20 aprile può ancora gelare.
Dopo sessanta o ottanta giorni di raccolta la pianta è esaurita e cede. Se la semina scalare successiva non è partita bene, per un paio di settimane le zucchine mancano.
Con giornate lunghe e temperature alte la lattuga monta a seme e diventa amara. Servono varietà specifiche, ombreggiamento e acqua costante. Non sempre basta.
Se una generazione di cavolaia ci sfugge e le larve sono già grandi, il Bacillus thuringiensis non le ferma. Quella verza è persa, e non ci sono seconde opzioni di sintesi da tirare fuori.
Sotto stress idrico o sbalzi termici il cetriolo accumula cucurbitacine e diventa amaro. Un cetriolo amaro non è una varietà sbagliata: è una settimana di irrigazione fatta male, e la responsabilità è nostra.
Quando succede, al chioschetto quel prodotto per qualche settimana non c’è, e te lo diciamo. È il prezzo di un metodo che non ha un piano B chimico. Lo abbiamo messo in conto.

La verifica
Tutto quello che c’è scritto in questa pagina è verificabile in due modi.
Ci annotiamo quello che entra in campo e quando: chiedilo e te lo facciamo vedere.
Le fasce fiorite si vedono, il telo pacciamante si vede, il sovescio in fiore a marzo si vede da lontano. Non facciamo visite guidate con il trenino: ti facciamo camminare tra le file mentre lavoriamo.
Scrivici a soc.agricola.andromeda@gmail.com e ci mettiamo d’accordo su una giornata. Oppure, più semplicemente, passa al chioschetto in Via Ghedi 56/A a Montichiari, martedì o giovedì dalle 16 alle 19, e chiedici quello che vuoi.
Domande e risposte
No. La Società Agricola Andromeda non è certificata ai sensi del Reg. (UE) 2018/848 e non usa per i propri prodotti la terminologia protetta da quel regolamento. Coltiva senza diserbanti, senza insetticidi e senza concimi chimici di sintesi, con difesa meccanica e agronomica delle colture.
Nei campi della Società Agricola Andromeda la difesa è prima di tutto fisica e agronomica: pacciamatura, falsa semina, rotazioni, sovesci, consociazioni, fasce fiorite per gli insetti utili. Quando serve contro i bruchi usiamo il Bacillus thuringiensis, un batterio del suolo selettivo, non di sintesi e compreso fra le sostanze ammesse dal Reg. (UE) 2018/848. Non usiamo prodotti fitosanitari di sintesi. Tutto quello che entra in campo è annotato sul registro dei trattamenti.
Sì. La verdura della Società Agricola Andromeda va lavata perché arriva dal campo, con la terra e la polvere del campo, non perché sia stata trattata.
La Società Agricola Andromeda controlla le infestanti con la falsa semina prima di seminare, con la pacciamatura durante il ciclo e con la sarchiatura ripetuta finché la coltura non chiude le file. È l’operazione che ci porta via più tempo di tutte.
Perché la Società Agricola Andromeda coltiva in pieno campo, non in serra riscaldata. Il pomodoro in pieno campo a Montichiari si raccoglie da metà luglio a fine settembre, con code fino alle prime gelate di ottobre. A dicembre ci sono verza, broccoli, radicchio, cavolfiore e zucche.
Sì, basta chiederlo. Il registro dei trattamenti della Società Agricola Andromeda è il documento che rende verificabile quello che scriviamo su questa pagina.

Trasparenza
C’è una parola che renderebbe questa pagina molto più corta e molto più facile da vendere. Non la scriviamo, e non è per modestia: è perché non ci spetta.
Quella parola è riservata dalla legge a chi si è sottoposto al sistema di controllo di un organismo autorizzato. Noi, oggi, non l’abbiamo fatto: per questo non la trovi scritta da nessuna parte su questo sito.
Quello che possiamo fare è dire esattamente come lavoriamo — i nomi delle tecniche, i numeri, i limiti — e tenere un registro dei trattamenti consultabile su richiesta. Preferiamo una frase lunga e vera a una parola corta che non ci appartiene.
Dichiarazione sul metodo di coltivazione. La Società Agricola Andromeda S.S. non è certificata ai sensi del Reg. (UE) 2018/848 e non usa per i propri prodotti la terminologia protetta da quel regolamento. Le indicazioni sul metodo di coltivazione contenute in questa pagina descrivono le pratiche adottate in azienda e sono documentate nel registro dei trattamenti, consultabile su richiesta presso la sede aziendale.
Il nostro orto, è il tuo orto
Il chioschetto è in mezzo ai campi di cui parla questa pagina: Via Ghedi 56/A a Montichiari, martedì e giovedì dalle 16 alle 19. Se preferisci camminare tra le file, scrivici.