Come coltiviamo: senza chimica di sintesi

Senza diserbanti, senza insetticidi e senza concimi chimici di sintesi. Qui la frase su cui si regge il resto del sito diventa verificabile, pezzo per pezzo.

Cinque cose che in campo non entrano Otto pratiche al loro posto Registro dei trattamenti, su richiesta

Il punto di partenza

Cosa non usiamo, e cosa usiamo al suo posto.

Togliere il diserbante e l’insetticida non è un gesto: è sostituire due prodotti con otto pratiche, tutte più lente.

Nei nostri campi non entrano

  • Diserbanti. Nessun erbicida, né in pre-emergenza né in post-emergenza. Le infestanti le togliamo prima che nascano, oppure le togliamo a mano.
  • Insetticidi di sintesi. Nessuno, su nessuna coltura.
  • Concimi chimici di sintesi. Nessuna unità di azoto minerale di sintesi. La fertilità la costruiamo con sostanza organica e con le rotazioni.
  • Trattamenti fitosanitari di sintesi. Nessun fungicida, nessun geodisinfestante di sintesi.
  • Antigermogliativi dopo la raccolta. Le patate e le cipolle che vendiamo non sono trattate per reggere mesi di magazzino: durano quello che devono durare, tenute al buio e all’asciutto.

Al loro posto usiamo

Otto pratiche al posto di due prodotti. Ognuna è spiegata qui sotto, con i suoi numeri e i suoi limiti.

«Senza chimica di sintesi» non vuol dire «senza fare niente». Vuol dire che tutto quello che facciamo per difendere le colture è meccanico, agronomico o basato su organismi viventi, e che finisce scritto sul registro dei trattamenti.

Le tecniche

Otto pratiche, una per una.

Nell’ordine in cui si incontrano in campo, dalla preparazione del terreno alla cassetta. Ognuna con i suoi numeri e i suoi limiti.

  1. Falsa semina

    Prepariamo il letto di semina due o tre settimane prima del previsto, lo irrighiamo e lasciamo che le infestanti germinino. Quando le plantule sono appena nate le distruggiamo con una sarchiatura superficialissima, e solo a quel punto seminiamo la coltura.

    • 2-3 settimane di anticipo sulla semina della coltura vera
    • 2-3 cm la profondità della sarchiatura che elimina le plantule

    Il dettaglio che fa la differenza è proprio la profondità: se si smuove in profondità si riportano in superficie altri semi dalla banca del terreno e si è lavorato per niente.

    Su colture a emergenza lenta come la cipolla la falsa semina è praticamente l’unica alternativa al diserbo chimico.

    L'erpice passa sul terreno gia lavorato e lo sminuzza, viste dall'alto le file di denti e le ruote di ferro
    L’erpice sminuzza il terreno settimane prima della semina: è questo il letto su cui le infestanti nascono per prime, e su cui le togliamo.
  2. Pacciamatura

    Il telo pacciamante e la paglia fanno quattro cose insieme.

    • Tolgono la luce alle infestanti.
    • Scaldano il suolo.

      La raccolta si anticipa di dieci o quindici giorni su zucchine e pomodori.

    • Riducono l’evaporazione.

      Il risparmio d’acqua è nell’ordine del 20-40%.

    • Impediscono lo splash.

      Cioè gli schizzi di terra sulle foglie basse, che portano dal suolo alla pianta spore e batteri.

    È anche il motivo per cui l’insalata arriva al banco senza terra addosso.

    Infestanti, acqua, calore
  3. Rotazioni

    Sulla stessa parcella la stessa famiglia botanica non torna prima di tre o quattro anni. Serve a due cose diverse.

    • Interrompere il ciclo dei patogeni del terreno e dei nematodi.

      Sono specifici per famiglia botanica: cambiare famiglia li lascia senza ospite.

    • Interrompere il ciclo delle infestanti.

      Si alternano colture con epoche di lavorazione diverse.

    Lo schema alterna colture esigenti (solanacee e cucurbitacee), colture da foglia, leguminose che fissano azoto e colture da radice.

    Filari di cavoli appena trapiantati sul terreno sassoso del campo
    Filari di cavoli appena trapiantati: su questa parcella la stessa famiglia botanica non tornerà prima di tre o quattro anni.
  4. Sovescio

    Il sovescio è una coltura seminata per non essere raccolta: si trincia e si interra.

    • Leguminose: veccia e favino.

      Fissano l’azoto dell’aria e prendono il posto della concimazione azotata di sintesi.

    • Graminacee: segale e orzo.

      Danno biomassa e struttura al suolo.

    • Brassicacee: senape e rafano.

      Interrate, liberano isotiocianati che agiscono contro i patogeni e i nematodi del terreno.

    Il sovescio invernale copre il suolo da novembre a marzo: evita l’erosione e trattiene i nitrati, che altrimenti scendono verso la falda. In pianura padana non è un dettaglio.

    Azoto e struttura
  5. Consociazioni e fasce fiorite

    Mettiamo insieme specie di famiglie diverse.

    • La carota con la cipolla.

      Gli odori si mascherano a vicenda e confondono la mosca della carota e quella della cipolla.

    • Il tagete a bordo aiuola.

      Rilascia composti attivi contro i nematodi galligeni.

    • La lattuga a intercalare fra le file di pomodoro.

      Occupa lo spazio prima che le infestanti se lo prendano.

    Ai bordi degli appezzamenti seminiamo strisce di fiori — facelia, grano saraceno, coriandolo — che ospitano coccinelle, sirfidi, crisope e piccoli imenotteri. Sono loro a tenere sotto controllo gli afidi.

    Fiori di zucca gialli aperti tra le foglie della pianta, illuminati dal sole
    Fiori di zucca aperti tra le foglie della pianta: in campo si lavora anche per gli insetti che ci vivono intorno.
  6. Bacillus thuringiensis e insetti utili

    Quando i bruchi arrivano, interveniamo con il Bacillus thuringiensis: un batterio del suolo che produce proteine cristalline che bloccano l’apparato digerente della larva.

    • 72 ore il tempo entro cui la larva colpita muore
    • Zero effetti sulle api, sugli insetti utili e su di noi: è totalmente selettivo

    Funziona però soltanto sulle larve ai primi stadi. Questo vuol dire che non si tratta a calendario: si controlla, si aspetta il momento giusto e si interviene una volta sola.

    Le trappole a feromoni che teniamo in campo servono a decidere quando, non a controllare la popolazione: sono uno strumento di monitoraggio, e dirlo correttamente ci sembra il minimo.

    Contro i bruchi
  7. Fertilità del suolo

    La fertilità la costruiamo con sostanza organica e letame maturo, dosati sull’analisi del terreno. Nessuna unità di azoto minerale di sintesi.

    C’è un effetto collaterale poco raccontato: le concimazioni azotate abbondanti rendono i tessuti più teneri e più ricchi di azoto solubile, quindi più appetibili agli afidi, e abbassano il contenuto di vitamina C.

    Concimare meno, e con letame e compost invece che con azoto di sintesi, è insieme una scelta di difesa e una scelta di qualità.

    I filari appena seminati sulla terra rossa di Montichiari, con le prime piantine in fila e la linea degli alberi sul fondo
    Le prime piantine in fila sulla terra della Bassa: quello che tiene in piedi una coltura concimata poco si costruisce nel terreno, prima che nasca.
  8. Raccolta a mano

    Raccogliamo a mano, tutto. Ogni coltura ha il suo momento e il suo gesto.

    • Zucchine e cetrioli, ogni uno o due giorni.

      Uno zucchino lasciato lì quarantotto ore in più passa da 18 a 30 centimetri e cambia categoria.

    • Melanzane con la forbice, e con il picciolo attaccato.

      Strappate si ossidano in poche ore nel punto di distacco.

    • Fiori di zucca all’alba, quando sono aperti, e solo i maschili.

      I femminili restano sulla pianta e diventano zucchine.

    • Aromatiche al mattino, evaporata la rugiada e prima che il sole scaldi.

      Il calore fa volatilizzare gli oli essenziali.

    Cassetta piena di fiori di zucca appena raccolti, appoggiata a terra tra le piante
    I fiori di zucca si raccolgono all’alba, quando sono aperti, e finiscono in cassetta uno per uno.

Vieni a vedere come lavoriamo Guarda cosa c’è in campo adesso

I conti

Perché questo metodo costa di più e rende di meno

Non lo scriviamo per farci compatire: lo scriviamo perché è la risposta alla domanda che ci fanno davvero, cioè perché una zucchina gialla non possa valere come una verde scuro.

Tempo

La falsa semina costa due o tre settimane.

Un diserbante costa un passaggio. Noi aspettiamo che nascano le infestanti per poterle togliere prima di seminare: è tempo di campo fermo.

Lavoro a mano

La sarchiatura si ripete.

Un trattamento erbicida si fa una volta. La sarchiatura e la scerbatura a mano si rifanno finché la coltura non chiude le file.

Resa

La rotazione a tre o quattro anni riduce la resa per ettaro.

Sulla stessa parcella non possiamo fare pomodoro ogni anno, per quanto il pomodoro sia il prodotto più richiesto. Una parte della superficie, ogni anno, fa colture che rendono meno o non si raccolgono affatto, come il sovescio.

Tempo

Il Bacillus thuringiensis richiede di essere lì al momento giusto.

Funziona solo sulle larve ai primi stadi: significa giri di controllo in campo, non un calendario di trattamenti.

Lavoro a mano

La raccolta è manuale e scalare.

Zucchine e cetrioli ogni uno o due giorni, insalata a lotti ogni dieci o quindici giorni. Non c’è una raccolta unica da programmare.

Scarto

Lo scarto è più alto.

La zucchina chiara e quella gialla hanno la buccia sottilissima: si segnano in cassetta al minimo urto. Per questo esistono soprattutto nella vendita diretta e quasi mai in una filiera lunga.

Resa

Concimare poco significa produrre meno.

Meno azoto vuol dire piante meno spinte e rese inferiori. In cambio si hanno tessuti meno appetibili agli afidi e un contenuto di vitamina C più alto. È uno scambio che accettiamo, ma è uno scambio.

Quello che va storto

Cosa succede quando un’annata va male

Chi lavora senza fungicidi e senza insetticidi di sintesi non ha una rete di sicurezza. Ci sono anni in cui questo si paga, e preferiamo dirlo qui piuttosto che lasciartelo scoprire davanti al banco vuoto.

Un giugno piovoso

L’umidità alta è la condizione perfetta per la peronospora sul pomodoro. Le distanze larghe fra le piante limitano il danno, non lo azzerano. In un’annata così una parte del pomodoro si perde.

Una gelata tardiva ad aprile

È il motivo per cui non anticipiamo i trapianti. Chi anticipa qualche volta guadagna dieci giorni; qualche volta perde tutto il trapianto. Anche restando prudenti, il 15 o il 20 aprile può ancora gelare.

L’oidio e le virosi sulle zucchine

Dopo sessanta o ottanta giorni di raccolta la pianta è esaurita e cede. Se la semina scalare successiva non è partita bene, per un paio di settimane le zucchine mancano.

Il caldo di luglio sull’insalata

Con giornate lunghe e temperature alte la lattuga monta a seme e diventa amara. Servono varietà specifiche, ombreggiamento e acqua costante. Non sempre basta.

I bruchi presi tardi

Se una generazione di cavolaia ci sfugge e le larve sono già grandi, il Bacillus thuringiensis non le ferma. Quella verza è persa, e non ci sono seconde opzioni di sintesi da tirare fuori.

Un’irrigazione irregolare

Sotto stress idrico o sbalzi termici il cetriolo accumula cucurbitacine e diventa amaro. Un cetriolo amaro non è una varietà sbagliata: è una settimana di irrigazione fatta male, e la responsabilità è nostra.

Quando succede, al chioschetto quel prodotto per qualche settimana non c’è, e te lo diciamo. È il prezzo di un metodo che non ha un piano B chimico. Lo abbiamo messo in conto.

Fiore di zucca aperto sulla pianta, in pieno campo, con il terreno arato sullo sfondo

La verifica

Non devi crederci: vieni a vedere

Tutto quello che c’è scritto in questa pagina è verificabile in due modi.

  • Il registro dei trattamenti.

    Ci annotiamo quello che entra in campo e quando: chiedilo e te lo facciamo vedere.

  • Una camminata fra le file.

    Le fasce fiorite si vedono, il telo pacciamante si vede, il sovescio in fiore a marzo si vede da lontano. Non facciamo visite guidate con il trenino: ti facciamo camminare tra le file mentre lavoriamo.

Scrivici a soc.agricola.andromeda@gmail.com e ci mettiamo d’accordo su una giornata. Oppure, più semplicemente, passa al chioschetto in Via Ghedi 56/A a Montichiari, martedì o giovedì dalle 16 alle 19, e chiedici quello che vuoi.

Domande e risposte

Domande sul metodo

La Società Agricola Andromeda ha una certificazione sul metodo di coltivazione?

No. La Società Agricola Andromeda non è certificata ai sensi del Reg. (UE) 2018/848 e non usa per i propri prodotti la terminologia protetta da quel regolamento. Coltiva senza diserbanti, senza insetticidi e senza concimi chimici di sintesi, con difesa meccanica e agronomica delle colture.

Trattate le piante? Con cosa?

Nei campi della Società Agricola Andromeda la difesa è prima di tutto fisica e agronomica: pacciamatura, falsa semina, rotazioni, sovesci, consociazioni, fasce fiorite per gli insetti utili. Quando serve contro i bruchi usiamo il Bacillus thuringiensis, un batterio del suolo selettivo, non di sintesi e compreso fra le sostanze ammesse dal Reg. (UE) 2018/848. Non usiamo prodotti fitosanitari di sintesi. Tutto quello che entra in campo è annotato sul registro dei trattamenti.

Devo lavare la verdura prima di mangiarla?

Sì. La verdura della Società Agricola Andromeda va lavata perché arriva dal campo, con la terra e la polvere del campo, non perché sia stata trattata.

Come fate a togliere le erbacce senza diserbante?

La Società Agricola Andromeda controlla le infestanti con la falsa semina prima di seminare, con la pacciamatura durante il ciclo e con la sarchiatura ripetuta finché la coltura non chiude le file. È l’operazione che ci porta via più tempo di tutte.

Perché a dicembre non avete pomodori?

Perché la Società Agricola Andromeda coltiva in pieno campo, non in serra riscaldata. Il pomodoro in pieno campo a Montichiari si raccoglie da metà luglio a fine settembre, con code fino alle prime gelate di ottobre. A dicembre ci sono verza, broccoli, radicchio, cavolfiore e zucche.

Si può vedere il registro dei trattamenti?

Sì, basta chiederlo. Il registro dei trattamenti della Società Agricola Andromeda è il documento che rende verificabile quello che scriviamo su questa pagina.

Leggi tutte le domande frequenti

Il campo arato al tramonto visto dal posto di guida del trattore

Trasparenza

Perché non scriviamo la parola che ti aspetteresti

C’è una parola che renderebbe questa pagina molto più corta e molto più facile da vendere. Non la scriviamo, e non è per modestia: è perché non ci spetta.

Quella parola è riservata dalla legge a chi si è sottoposto al sistema di controllo di un organismo autorizzato. Noi, oggi, non l’abbiamo fatto: per questo non la trovi scritta da nessuna parte su questo sito.

Quello che possiamo fare è dire esattamente come lavoriamo — i nomi delle tecniche, i numeri, i limiti — e tenere un registro dei trattamenti consultabile su richiesta. Preferiamo una frase lunga e vera a una parola corta che non ci appartiene.

Dichiarazione sul metodo di coltivazione. La Società Agricola Andromeda S.S. non è certificata ai sensi del Reg. (UE) 2018/848 e non usa per i propri prodotti la terminologia protetta da quel regolamento. Le indicazioni sul metodo di coltivazione contenute in questa pagina descrivono le pratiche adottate in azienda e sono documentate nel registro dei trattamenti, consultabile su richiesta presso la sede aziendale.

Il nostro orto, è il tuo orto

Il modo più veloce per verificare è passare di qui.

Il chioschetto è in mezzo ai campi di cui parla questa pagina: Via Ghedi 56/A a Montichiari, martedì e giovedì dalle 16 alle 19. Se preferisci camminare tra le file, scrivici.

soc.agricola.andromeda@gmail.com